Con la freddezza delle grandi squadre e una maturità tattica da manuale, la Meta Catania espugna il PalaVesuvio e mette una serissima ipoteca sul suo secondo scudetto consecutivo. In un palazzetto gremito da 3.000 tifosi avversari, i rossazzurri hanno vinto Gara 1 della finale contro il Napoli per 2-0, offrendo una prestazione di impressionante solidità, nonostante le pesantissime assenze.
L’impresa degli etnei assume contorni ancora più epici se si considera il contesto. La squadra si è presentata a Napoli senza il suo allenatore, Juanra, e senza quattro giocatori chiave come Timm, Salamone, Anas e Dian Luka. Eppure, quella che doveva essere una squadra in emergenza si è rivelata un blocco compatto, cinico e impenetrabile.
Il primo tempo è una partita a scacchi. Ritmi controllati, difese attente, nessuno vuole commettere il primo errore. A rompere l’equilibrio ci pensa la classe individuale di Luis Turmena: il brasiliano prima fa tremare il palazzetto con una punizione dalla distanza che si stampa sul palo, poi è il più lesto di tutti ad avventarsi sul rimpallo e a insaccare con un tiro a giro che gela il pubblico partenopeo.
Il colpo del k.o. arriva poco dopo ed è figlio della pressione e della fame della Meta Catania. Pulvirenti ruba palla a Borruto, dialoga con lo stesso Turmena e, con la freddezza di un veterano, firma il raddoppio. Il Napoli accusa il colpo, prova a reagire ma sbatte contro un’organizzazione difensiva impeccabile e le parate sicure del portiere Siqueira.
Nella ripresa, il copione non cambia. Anzi, è la Meta Catania a gestire il possesso e a sfiorare più volte il terzo gol. Il Napoli, confuso e impreciso, tenta la carta della disperazione con il portiere di movimento, ma il fortino rossazzurro regge senza affanni, rischiando anzi di segnare il tris in contropiede.
Finisce 2-0 una partita dominata con intelligenza e autorità. Ora la serie si sposta in Sicilia. Venerdì 27 giugno, al PalaCatania, la Meta avrà il primo di due match point per cucirsi sul petto il secondo tricolore di fila. Un’occasione d’oro per chiudere i conti e festeggiare un’impresa memorabile davanti al proprio pubblico.



