È un pareggio dal sapore diametralmente opposto quello che matura al triplice fischio sul prato del “Franco Scoglio”. Se per il Messina l’1-1 finale rappresenta l’amaro calice di un’occasione sprecata per accorciare sulla vetta, per la Sancataldese di mister Leonardo Vanzetto è un punto d’oro colato, un’iniezione di fiducia pura conquistata con cuore e carattere in una delle trasferte più insidiose del girone I. I verdeamaranto, reduci dalla scoppola casalinga della settimana precedente, hanno saputo reagire da grande squadra, mettendo alle corde i padroni di casa proprio quando la partita sembrava ormai incanalata sui binari giallorossi.
La cronaca racconta di un match dai due volti. L’avvio è tutto di marca peloritana, con l’undici di Pippo Romano che preme sull’acceleratore cercando di sbloccare subito la contesa: Trasciani e Oliviero spaventano la retroguardia ospite, ma mancano di cinismo. La Sancataldese, però, non sta a guardare e risponde colpo su colpo, affidandosi alle conclusioni di Morleo e alle acrobazie di Romano, trovando però sulla sua strada un attento Sorrentino. L’equilibrio si spezza solo all’alba della ripresa, quando il Messina trova il guizzo giusto: un diagonale velenoso di Orlando si trasforma nell’assist perfetto per l’inserimento di Carlo Clemente, che sottomisura non perdona e corre a esultare sotto la Curva Sud. Sembra l’episodio decisivo, quello capace di piegare la resistenza ospite.
Invece, è proprio nel momento di massima difficoltà che la partita cambia inerzia. Il Messina, forse convinto di averla già vinta, crolla fisicamente negli ultimi venticinque minuti, arretrando pericolosamente il baricentro. Mister Vanzetto legge il momento e pesca il jolly dalla panchina: Barile. L’attaccante verdeamaranto entra e spacca la partita: al 28′ sfrutta un buco sulla corsia mancina, si accentra e trafigge Sorrentino per l’1-1. Il gol del pari manda in tilt i padroni di casa e galvanizza gli ospiti che, nel finale, sfiorano addirittura il colpaccio. La Sancataldese costruisce quattro palle gol nitide in sequenza, con Barile ancora protagonista e il neoentrato Federico che manca il bersaglio grosso di testa per un soffio.
Nel post-gara, l’analisi dei tecnici è lucida e onesta. “Siamo crollati fisicamente, la gamba non c’era più”, ha ammesso con amarezza Pippo Romano, sottolineando come il calo abbia portato a subire un gol evitabile in una gara che si “doveva vincere”. Dall’altra parte, Leo Vanzetto si gode la reazione dei suoi: “Siamo stati granitici. I ragazzi hanno messo il cuore in un campo pesante e difficile, interpretando la gara alla perfezione”. Resta il rammarico per Clemente, autore del gol ma uscito malconcio per una botta al ginocchio, e la consapevolezza per la Sancataldese di aver ritrovato, oltre ai 20 punti in classifica, quell’anima combattiva necessaria per affrontare il prosieguo della stagione.



