Dopo 40 anni esatti, il capoluogo riavrà due squadre a livello nazionale. L’Athletic Palermo, progetto ambizioso con Giorgio Perinetti d.s. e che ogni probabilità Giovanni Tedesco in panchina, si prepara a disputare una stagione da protagonista nel secondo stadio della città, il Velodromo la cui omologazione si aspetta da un giorno all’altro.
Un’eco lontana, che arriva direttamente dalla stagione 1985-86, sta per tornare prepotentemente d’attualità. Dopo quarant’anni, Palermo riavrà una seconda squadra a competere a livello nazionale al fianco di quella principale. L’ultima volta il Palermo Calcio militava in Serie B, mentre un’altra realtà cittadina, la Palermolimpia giocava nel Campionato Interregionale. Oggi, a riportare in vita questa affascinante dualità è l’Athletic Club Palermo, la cui iscrizione alla prossima Serie D è molto più di una semplice novità.
È un progetto che nasce sotto il segno dell’ambizione, e a dargli forma sarà una figura che a Palermo non ha bisogno di presentazioni: Giorgio Perinetti. Il suo ritorno in città come direttore sportivo, dopo i fasti dell’era Zamparini, è una dichiarazione d’intenti. A rendere il tutto ancora più suggestivo per i tifosi è il nome che con insistenza viene accostato alla panchina: Giovanni Tedesco, icona e capitano di quel Palermo che conquistò l’Europa. Un condottiero reduce da esperienze vincenti all’estero, pronto a legare di nuovo il suo nome a quello della città.
L’entusiasmo palermitano si inserisce in una mappa del tifo siciliano che si preannuncia frammentata e avvincente.
Sono le province di Messina e Caltanissetta a presentarsi a pari merito come le più rappresentate, schierando un tridente ciascuna. Quella peloritana conta su ACR Messina, Milazzo e Nuova Igea Virtus, ma vive con l’ansia per il futuro dell’ACR, alle prese con una scadenza imminente per garantire l’iscrizione.
Con la stessa forza numerica risponde l’area nissena, che alla tradizionale e accesa rivalità tra Nissa e Sancataldese aggiunge il Gela, club storico neopromosso dall’Eccellenza e desideroso di tornare subito protagonista.
Segue la provincia di Catania, con la coppia Paternò e Acireale, piazza storica che vive però ore di grande trepidazione a causa di una trattativa per la cessione societaria che non riesce a sbloccarsi. Chiudono il quadro le province con una singola portabandiera: Agrigento (con il CastrumFavara, mentre il Licata attende), Ragusa e Enna, con quest’ultima che lotta contro le incertezze sul proprio futuro. Il prossimo Girone I, arricchito dalla presenza di nobili decadute come la Reggina, non sarà dunque solo un campionato di calcio, ma un racconto di storie, ambizioni e battaglie per di più giocate in terra Siciliana.



