Il Palermo di Filippo Inzaghi trova la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia superando la Cremonese allo Zini dopo una lunga e sofferta serata, risolta soltanto ai calci di rigore. I novanta minuti regolamentari e i tempi supplementari non avevano prodotto reti, con entrambe le squadre incapaci di affondare il colpo decisivo. Dal dischetto, però, i rosanero hanno avuto maggiore freddezza, trovando la vittoria per 5-4 grazie alla parata di Bardi sul tiro di Johnsen.
Inzaghi aveva scelto un undici iniziale coraggioso, affidandosi a un 3-4-2-1 che vedeva Pohjanpalo riferimento centrale, supportato da Le Douaron e Gyasi, con Segre a centrocampo nel ruolo di capitano al posto di Brunori, inizialmente lasciato in panchina. La Cremonese, ordinata e compatta, ha concesso pochissimo e ha saputo neutralizzare gran parte delle iniziative siciliane, mentre i grigiorossi stessi hanno faticato a trovare spazi in avanti. Nel primo tempo l’occasione più nitida è arrivata soltanto in pieno recupero, con una conclusione di Gyasi che Audero ha respinto con prontezza.
Nella ripresa il copione non è cambiato di molto: ritmo basso, tanti contrasti e pochi lampi tecnici. I rosanero hanno protestato per un possibile rigore su tiro di Le Douaron, respinto con il braccio da Bianchetti, ma l’arbitro ha lasciato proseguire. Le sostituzioni hanno dato energie fresche senza però cambiare sostanzialmente l’inerzia della partita, che è scivolata verso la lotteria dei rigori.
Dal dischetto la precisione non è mancata: per il Palermo hanno trasformato Brunori, Palumbo, Corona, Augello e Ceccaroni; per la Cremonese hanno risposto Bondo, Vazquez, Mussolini e Terracciano. L’episodio decisivo è arrivato con il tentativo di Johnsen, respinto da Bardi, autentico protagonista della serata. La sua parata ha consegnato ai siciliani il passaggio del turno e un successo di carattere, costruito con solidità e spirito di sacrificio.
Il Palermo affronterà adesso la vincente tra Udinese e Carrarese, portando con sé la fiducia di un gruppo che, pur ancora in fase di rodaggio, ha dimostrato compattezza e capacità di soffrire, qualità essenziali nelle sfide a eliminazione diretta.



