Un esordio da protagonista, con una porta inviolata e parate decisive. Sebastiano Desplanches non poteva iniziare meglio la sua nuova avventura con la maglia del Pescara, contribuendo in modo determinante al passaggio del turno in Coppa Italia contro il Rimini. Eppure, a fine gara, le sue parole suonano come un macigno sull’ambiente del Palermo, club che ne detiene il cartellino e che lo ha ceduto in prestito secco. Una frecciata, neanche troppo velata, che riapre il dibattito sulla gestione dei giovani talenti in casa rosanero.
Intervistato da Rete8, il portiere della nazionale Under 21 ha espresso tutta la sua soddisfazione, ma ha anche lanciato un messaggio forte e chiaro. “Io credo che basti solo aver fiducia e poi i giocatori, tramite quella, riescono a venir fuori più facilmente”, ha dichiarato Desplanches. “Sono contento di essere qua: sento la fiducia del mister, del direttore, del presidente e dei compagni. Lavorerò al massimo per ripagare la fiducia di tutti”. Parole che non possono essere lette se non in contrapposizione alla sua recente esperienza a Palermo. Proprio la fiducia è ciò che l’ambiente rosanero sembra avergli negato lo scorso anno, quando dopo qualche errore fisiologico per un giovane alla sua prima vera stagione tra i professionisti, la società si mise subito alla ricerca di alternative, sondando il terreno per un big come Sirigu e ripiegando poi su un profilo di categoria superiore come Audero.
La storia sembra ripetersi quest’anno, con il club che gli ha preferito l’acquisto di Gomis, un portiere che, al momento, non sembra offrire le stesse garanzie di un Audero, rappresentando di fatto un passo indietro dal punto di vista tecnico. La scelta di mandare Desplanches a giocare con continuità a Pescara è stata la conseguenza di questa mancanza di fiducia. E la sua prestazione d’esordio, condita da interventi di alto livello, ha subito mostrato cosa può fare un giocatore quando si sente al centro di un progetto.
Il giovane portiere ha poi aggiunto dettagli sulla trattativa che lo ha portato in Abruzzo, confermando la sua volontà di trovare un ambiente che puntasse su di lui. “So solo che quando il mio agente ha nominato Pescara, non vedevo l’ora di arrivare. Conosco la piazza, sappiamo tutti che valore ha”, ha concluso. Il suo debutto è una vittoria per il Pescara, ma è anche un monito per il Palermo: aver lasciato partire un talento del genere, che chiedeva solo di essere sostenuto, potrebbe rivelarsi un rimpianto per la società di viale del Fante.



