C’era un’aria diversa, elettrica, quasi di liberazione, che soffiava oggi tra i gradoni del Velodromo “Paolo Borsellino”. Per la prima volta, i cancelli si sono spalancati per accogliere il cuore pulsante del calcio: i tifosi. E l’Athletic Club Palermo, la seconda realtà calcistica della città che sta scrivendo la sua storia con orgoglio e determinazione, non ha tradito l’appuntamento con la storia. Il debutto davanti al proprio pubblico si è trasformato in una festa nerorosa, un pomeriggio perfetto culminato in un 4-0 che non ammette repliche contro un ACR Messina annichilito.
Quella che doveva essere una semplice partita di inizio girone di ritorno si è trasformata in un manifesto di potenza. I ragazzi di mister Ferraro sentivano la spinta dei tifosi sugli spalti che per troppo tempo era mancato e hanno ripagato l’affetto con una prestazione sontuosa. Certo, c’è stato un brivido iniziale, un momento in cui il destino sembrava voler giocare brutti scherzi: la traversa colpita dal capitano messinese Garufi al 20′ ha fatto tremare la struttura di via Lanza di Scalea. Ma è stato solo un attimo, il preludio alla tempesta perfetta scatenata dai padroni di casa.
A suonare la carica ci ha pensato un ex dal dente avvelenato, Anzelmo. Al 26′, il centrocampista ha disegnato una parabola incredibile da quaranta metri su calcio piazzato, una prodezza balistica che ha sbloccato il match e fatto esplodere per la prima volta l’urlo del Velodromo. Da quel momento, in campo c’è stata una sola squadra. Il Messina, arrivato a Palermo forte di un’imbattibilità difensiva che durava da quasi 450 minuti, si è sciolto come neve al sole di fronte alla fame dei palermitani.
La ripresa è stata una sinfonia. L’Athletic Club non si è accontentato di gestire, ha voluto stravincere. Al 52′ è toccato a Grillo, altro ex di turno, firmare il raddoppio con una conclusione dalla distanza che, complice una deviazione, ha beffato Sorrentino. Il Messina, stordito e incapace di reagire (dato impietoso: zero calci d’angolo battuti contro i cinque dei nero rosa), ha subito l’onda d’urto senza poter opporre resistenza. All’ora di gioco, Zaic ha calato il tris con un imperioso stacco di testa, trasformando l’area di rigore avversaria nel suo giardino di casa. Ma la festa non poteva dirsi completa senza il poker, servito al 73′ da Micoli che, lanciato in campo aperto, ha saltato il portiere depositando in rete il pallone del definitivo trionfo.
Al triplice fischio, il tabellone recita un 4-0 che sa di dominio assoluto. L’Athletic Club Palermo vola in classifica, ma soprattutto conquista la sua gente. Il Velodromo non è più solo una struttura, da oggi è ufficialmente una casa. E se questo è il buongiorno del 2026, i tifosi palermitani hanno più di un motivo per sognare in grande, godendosi una squadra che ha dimostrato di avere carattere, gioco e un cuore grande quanto il quartiere che la ospita.



